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” Il rifugio della follia “

Olio su tela

Serie: ” Il Clown “

” Mi trovo nell’ anno del Signore 1566.

Ed io, che di giorno mi adorno
del riso degli altri,
la sera torno finalmente a me,
come chi si spoglia di una menzogna troppo sporca.

Le genti ridono di come muovo e parlo,
ed io faccio lo stesso.
Ma il mio riso non lo riconosco.

A questo mondo, e qui a Parigi,
tutto appare ordinato, dannatamente composto.
Eppure io vi scorgo una quiete che non mi appartiene.

È in quella vita sempre uguale,
in quella lacerante somiglianza,
in quegli sguardi
che non cercano oltre nel mio.

Così, giunto alla sera,
mi ritrovo oppresso da un peso che non riesco a spiegare.

Ancor meno so come sopportare.

Tra le mani stringo deciso una bottiglia,
una promessa antica: Antimonium.

Un tempo fu rimedio,
e molti vi affidarono il corpo e anche lo spirito.

Ma in quest’anno è stato bandito,
Perché dicono sia veleno.

Eppure, ancor oggi,
vi si cela un potere
ben noto a loro alchimisti:
La purificazione che porta alla perfezione.

Ma solo ora, per Grazia di Dio, un dubbio mi dà tormento.
La trasmutazione della mia follia in cambio di una falsa normalità?

Ma quale mutamento desiderare,
se esso conduce a ciò che vedo là fuori?

E allora chiedo perdono
a chiunque continui a dare scintilla alla mia esistenza.

Con gesto tutt’altro che fermo,
infrango il vetro.

E nella frattura di quella bottiglia,
trovo finalmente dimora. “


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